1. Guida all'elearning e alla creazione di corsi online
2. Guida ai Learning Objects o Oggetti Didattici
3. Guida agli standard dell’elearning
4. Le piattaforme elearning per ogni esigenza di formazione
5. Link utili
1. Guida all'elearning e alla creazione di corsi online
L'e-learning (traducibile come apprendimento elettronico)
utilizza le tecnologie Internet (web, e-mail, streaming video etc.) per erogare
online contenuti didattici multimediali.
L’e-learning è in effetti una tecnologia informatica FAD
(Formazione A Distanza) ma si distingue dai CBT
(Computer Based Training) perché usa componenti tecnologici
web-based e sistemi di tracking (tracciamento)
online del processo di apprendimento.
L’e-learning non esclude affatto il rapporto interpersonale, importante
variabile di ogni percorso di apprendimento, alla quale sono collegate motivazione,
processo cognitivo, valutazione, etc.
Si parla di Community learning o collaborative
learning proprio per indicare l’apprendimento fondato
sulla collaborazione fra i discenti: lo studente del corso e-learning non
è solo, ma fa parte e si relaziona con una community (comunità)
di apprendimento (altri studenti) e con un tutor (un “supervisore”
del processo di apprendimento e dell’accesso/produzione di contenuti
didattici).

In ambito aziendale l’e-learning è a volte integrato da ore di formazione “in presenza” in aula, workshop, seminari (si parla in tal caso di blended learning, ossia apprendimento “misto”).
I contenuti didattici, sotto forma di “Learning Objects”
(Oggetti Didattici), vengono erogati attraverso piattaforme
software chiamate LMS (Learning Management System).
I Learning Management System o LMS
sono sofware strutturati per l’erogazione dei corsi on-line, la gestione
dell'iscrizione degli studenti, il tracciamento delle attività, la
memorizzazione dei punteggi ottenuti dagli studenti, la loro organizzazione
in “classi virtuali”, la predisposizione di ambienti virtuali
per favorire l’apprendimento e lo scambio collaborativo di informazioni
(forum, chat, “aule virtuali”).
Gli LMS spesso sono integrati da software LCMS (Learning
Content Management System) predisposti per la gestione e creazione
dei contenuti didattici.
Gli LMS in sostanza comprendono uno o più database che contengono i
dati degli utenti, il tracciamento delle loro attività, l’indicizzazione
dei contenuti didattici.
Gli LMS sono installati sul server dell’azienda o del fornitore di soluzioni e-learning (detti “LSP”, Learning Service Provider, Fornitore di Servizi per l'Apprendimento) sotto le direttive dello staff dell’area formazione.
I contenuti didattici sono fruibili dagli utenti tramite internet o intranet.
In genere la fruizione avviene semplicemente tramite un comune browser internet
(senza alcuna necessità di installare software ad hoc sul PC dell’utente-fruitore).
Oltre ad un’apprendimento a-sincrono (ovvero la fruizione
in tempi differiti dei contenuti didattici predisposti), spesso gli LMS prevedono
anche strumenti per l’interazione in tempo reale con
altri utenti o con i tutor/docenti (modalità sincrona).
Si tratta, ad esempio, di “aule virtuali” (chiamate spesso “ambienti
collaborativi”) che consentono la comunicazione tramite chat,
lavagne condivise (whiteboard ),
sistemi di videoconferenza.
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2. Guida ai Learning Objects o Oggetti Didattici
I contenuti didattici erogati tramite LMS (suddivisi in Lezioni o Capitoli
o Unità) sono organizzati in “Learning Objects”
(Oggetti Didattici) o “LO”.
I Learning Objects sono unità minime di apprendimento,
costituite da uno o più assets (immagini,
video, audio).
Per Heins e Hines il Learning Object è <<una
unità di contenuto completa dal punto di vista didattico, centrata
su un obiettivo di apprendimento e che si propone di insegnare un concetto
ben focalizzato>>.
Dal punto di vista didattico, l’uso dei Learning Objects
sembra rispecchiare un approccio costruttivista all’apprendimento.
Tipica degli “LO” è la possibilità che vengano
aggregati con altri “LO”.
Wayne Hodgins, che per primo ha introdotto il termine Learning Object,
ha paragonato gli LO a mattoncini Lego, liberamente ricombinabili:
gli stessi “mattoni” di conoscenza possono dar vita a differenti
percorsi di apprendimento (Hodgins, 2002).

Naturalmente, come hanno evidenziato in seguito gli interventi del teorico
dell’apprendimento David Wiley, non tutti gli LO possono o dovrebbero
combinarsi insieme e non è vero che gli LO possano combinarsi tra loro
in ogni modo possibile.
Tra i concetti chiave sui quali si basa l’uso didattico dei
Learning Objects ricordiamo:
- Autonomia dell’utente che utilizza il Learning
Object secondo le proprie necessità e i propri tempi di apprendimento
per acquisire conoscenze e competenze.
- Specificità degli obiettivi d’apprendimento
(un LO deve essere un’unità completa che consente di apprendere
uno specifico contenuto).
- Multimedialità, uso di immagini,
audio, video, animazioni
per rafforzare l’efficacia dell’apprendimento.
- Interattività, tipica delle applicazioni software e in particolare utile per la verifica e la controllabilità delle competenza raggiunte.
- Autovalutazione dell’utente durante il processo
(assessment) o finale, ovvero al termine di un percorso
che si articola attraverso più LO (evaluation).
Tra le caratteristiche dei Learning Objects, ricordiamo:
- l’autoconsistenza: un LO è costituito da uno
o più assets (immagini, video, audio).
- modularità: un LO è aggregabile con
altri LO.
- reperibilità: grazie ai metadati
(file testuali) che li descrivono in forma standardizzata.
- riusabilità: in differenti situazioni di apprendimento.
- interoperabilità: sono in grado di funzionare su
diverse piattaforme LMS grazie allo standard SCORM che definisce
le regole di “impacchettamento” e ordine di fruizione dei LO.
Proviamo a fare un esempio concreto di quello che l’approccio per Learning
Object può offrire: un corso e-learning sull’apprendimento
della lingua inglese può essere costituito da differenti LO, spaziando
dalle nozioni base a quelle più avanzate, sino a moduli specificatamente
“business english”.
A secondo della categoria di fruitori, lo staff di formazione aziendale può
creare percorsi didattici differenti (pur partendo dai medesimi LO):
Un corso di livello base per gli operatori del Call Center
Un corso di livello medio per i dipendenti dell’area commerciale
Un corso di livello avanzato per i rappresentati aziendali all’estero
Come abbiamo visto, a partire dai medesimi Learning Object, si sono
predisposti tre percorsi di apprendimento differenti.
Ciò è stato possibile grazie all’autoconsistenza,
alla modularità e alla riusabilità
degli LO.
Infine, grazie alle caratteristiche di reperibilità di ogni LO, ogni discente può calibrare la propria formazione in linea con le esigenze del momento.
Potremmo aggiungere che, in seguito alla sopravvenuta esigenza di formazione
di un gran numero di collaboratori esterni, si siano reputate insoddisfacenti
le prestazioni della piattaforma LMS; essendo stati sviluppati in formato
SCORM, gli LO possono venire installati immediatamente su una differente
piattaforma LMS, maggiormente performante, senza che ciò richieda la
loro creazione ex-novo. Ciò è stato possibile grazie alla interoperabilità
degli LO.
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3. Guida agli standard dell’elearning
Per permettere la interoperabilità dei Learning
Objects e la loro riaggregazione in nuovi moduli
didattici, in anni recenti si sono imposti dei formati tecnici standardizzati
(AICC, SCORM).
AICC è acronimo per Aviation Industry CBT
(Computer-Based Training) Committee.
Negli ultimi 10-15 anni l’industria dell’aviazione USA è
stata in prima linea nella definizione di standard tecnici per l’erogazione
di contenuti didattici “computer based”.
Lo standard AICC è stato progressivamente soppiantato
dallo SCORM (Sharable Content Object Reference
Model).
Lo SCORM è, secondo la definizione della ADL (www.adlnet.gov/scorm/index.cfm) “una collezione di standard e specifiche adottate da enti e consorzi internazionali allo scopo di ottenere un insieme di strumenti e-learning che permettano l’interoperabilità, l’accessibilità e la riusabilità dei contenuti di apprendimento web-based.”
Lo SCORM è un reference model che definisce
le relazioni fra i componenti di un corso e-learning, i modelli dei dati e
i protocolli, cosicchè i contenuti degli Oggetti Didattici
siano riutilizzabili in diversi sistemi conformi allo stesso modello.
Il corrente standard SCORM – basato prevalentemente
sull’XML (eXtensible Markup Language) –
comprende due parti:
la definizione della comunicazione tra gli oggetti e-learning e l’LMS,
usando specifiche API (Application Program Interface)
e
la definizione dei componenti (files) del “pacchetto” che costituisce
l’oggetto didattico (detto anche “ SCO”,
Sharable Content Object).
SCORM si è dimostrato uno standard più preciso
del vecchio AICC e ha permesso agli sviluppatori software
di creare strumenti e sistemi e-leaning in grado di interoperare e comunicare
tra loro.
Lo standard SCORM permette di utilizzare un Oggetto
Didattico su differenti piattaforme e-learning, di diversi produttori
o fornitori, con la ragionevole certezza che, esistendo uno standard tecnico
comune, i contenuti saranno sempre consultabili e funzionanti.
Esso permette di creare oggetti didattici riutilizzabili,
tracciabili (dall’LMS) e catalogati
tramite i metadati, ossia campi testuali descrittivi predefiniti
che consentono all’Oggetto Didattico di essere indicizzato nell’LMS.
Alcune informazioni essenziali dei metadata sono: l'autore
dei contenuti, la versione, la data dell'ultima modifica, i vari livelli di
“aggregazione” tra i vari oggetti. Tutte queste informazioni sono
compilate dall’autore dell’Oggetto Didattico e sono contenute
in un file denominato obbligatoriamente “imsmanifest.xml”.
In pratica, SCORM definisce le caratteristiche tecniche
che devono essere supportate da una piattaforma LMS e utilizzate
dall’Oggetto Didattico, spesso definito “scorm
package” (pacchetto SCORM).
L’Oggetto Didattico (o Learning Object) SCORM
è un file con estensione .zip, oppure .pif
che contiene diversi file XLM, HTML, SWF con informazioni sulla struttura
del corso, descrizione dei metadati, standard di funzionamento e interazione
con l’LMS.
Vengono definite resources gli elementi
che compongono lo “scorm package”.
Una resource può essere composta da più
oggetti (immagini, audio).
Gli oggetti didattici spesso prevedono una particolare
sequenza di fruizione oppure dei
vincoli di fruizione (ad esempio non si può passare
alla Lezione 2 se non si sono superati con buoni risultati i test posti a
verifica della Lezione 1).
Queste modalità di fruizione sono definite dalle cosiddette
“organizations”.
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4. Le piattaforme elearning per ogni esigenza di formazione
Tra le piattaforme LMS open-source, basate su licenza
GNU-GPL, ricordiamo:
Atutor, basato su MySql/PHP/Apache (www.atutor.ca/)
Dokeos, basato su PHP (www.dokeos.com/)
ILIAS, basato su PHP (www.ilias.de/ios/index-e.html)
Moodle, basato su PHP (moodle.org/)
Ogni piattaforma, pur presentando similarità, si conforma a un approccio didattico differente (più vicino a modelli costruttivisti quello di Dokeos, ad esempio, più orientato a progetti collaborativi quello di Moodle).
Tra le piattaforme LMS commerciali a pagamento, segnaliamo:
BlackBoard (www.blackboard.com/us/index.aspx)
WebCT (www.webct.com/)
IWT - Intelligent Web Teacher (www.plateau.com/)
Autori Multimediali propone una soluzione ibrida denominata
"Virtual School":
Essa prevede l’installazione “chiavi in mano”
di una piattaforma elearning LMS open-source, garantendo
al cliente immediato accesso alla piattaforma e tempestiva attivazione dei
corsi on line.
I responsabili della formazione del personale dell'azienda cliente sono così
liberi da preoccupazioni tecniche o dalla necessità di coinvolgere
risorse IT dell'azienda.
Viene combinata l’accessibilità economica di una soluzione
“free” alle garanzie, l'affidabilità e la comodità
delle soluzioni commerciali.
La piattaforma elearning viene personalizzata graficamente con il logo
dell'azienda cliente.
Anche le funzionalità possono essere personalizzate
in base alle esigenze.
Il servizio "Virtual School" prevede il noleggio
della piattaforma elearning per un periodo di tempo predeterminato (in mesi).
Il costo dipende dalla durata e dalla quantità di Mb occupati dai tuoi
corsi.
Se richiesto, la piattaforma elearning può essere installata sui server
dell'azienda che ne fa richiesta.
Non vengono richieste royalties e non vi sono limiti al numero di
studenti o utilizzatori.
Il noleggio comprende:
> assistenza tecnica
> autonomia nella gestione dei corsi
> formazione nell'utilizzo
> eventuale assistenza nella realizzazione dei corsi online
> eventuale assistenza nella progettazione dei corsi
"Virtual School PLUS"
Il servizio "Virtual School PLUS" include, oltre
al noleggio della piattaforma elearning, la creazione dei corsi elearning,
ossia degli Oggetti Didattici (Learning Objects)
in formato AICC o SCORM.
Viene prevista anche la realizzazione dei contenuti multimediali:
> speaker professionisti per i commenti audio
> grafica
> animazioni Flash
> video e filmati
> utilizzo di filmati da nostri archivi
> test di verifica interattivi
> Simulazioni interattive di processi
> Game formativi
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5. Link utili
www.aicc.org
sito dell'Aviation Industry CBT Consortium
www.imsglobal.org
sito dell'IMS Global Learning Consortium
www.adlnet.org
sito di ADL, ente che definisce lo standard SCORM
www.learning-project.org
il progetto che offre corsi elearning gratuiti relativi al mondo dell'Information
Technology
www.itd.cnr.it
sito dell'Istituto Tecnologie Didattiche del CNR
www.sie-l.it
sito della Società Italiana di elearning
www.brandon-hall.com
sito del più celebre editore di ricerche e comparazioni tra le differenti
soluzioni elearning commerciali
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E-learning
Cos'è l'elearning
Affittare una piattaforma per
l'erogazione di corsi online
Vantaggi
dell’e-learning
Come attenuare
i potenziali svantaggi
dell’e-learning
Differenze
tra apprendimento
a distanza
e apprendimento tradizionale
Come strutturare un corso e-learning
Ottimizzare
un corso on line
Sicurezza
